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La fede nella Provvidenza non è fatalismopapa_con_occhiali

Chi crede in Dio mette la ricerca della sua volontà al primo posto, davanti al desiderio dei beni materiali e confida nella Provvidenza, ma questo non è “fatalismo” e se “non dispensa dalla faticosa lotta per una vita dignitosa” deve spingere “a vivere secondo uno stile più semplice e sobrio, nella quotidiana operosità e nel rispetto del creato, che Dio ha affidato alla nostra custodia”.

 

E’ l’insegnamento che Benedetto XVI ha proposto alle 30mila persone presenti in piazza san Pietro per la recita dell’Angelus, domenica 27 febbraio, commentando il brano del Vangelo di Matteo in cui Gesù esorta i suoi discepoli a confidare nella provvidenza del Padre celeste, il quale nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo, e conosce ogni nostra necessità.

 

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papa benedice

La conversione del cuore

 

“Non può esserci vera riforma della Chiesa se prima non c’e riforma della propria vita e la conversione del nostro cuore”: lo insegna “con grande chiarezza e con l’esempio della propria vita” san Roberto Bellarmino, il “dottore della Chiesa” la figura del quale Benedetto XVI ha illustrato mercoledì 23 febbraio  alle ottomila persone presenti all’udienza generale.

 

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"La Misericordia di Dio è più potente del male”

La grazia è più grande del peccato e la misericordia di Dio è più potente del male: lo ha ricordato Benedetto XVI all’Angelus, in piazza san Pietro, mercoledì 8 dicembre 2010, solennità dell’Immacolata Concezione di Maria. “Rallegrati, piena di grazia: il Signore è con te”, dice l’Angelo Gabriele alla Vergine, rivelando “l’identità più profonda di Maria”, ha spiegato Benedetto XVI citando la Liturgia del giorno. L’espressione, “piena di grazia”, ovvero “da sempre ricolma dell’amore di Dio” ci offre la spiegazione del mistero dell’Immacolata Concezione, segno – ha aggiunto il Papa - di “una singolare predilezione da parte di Dio” verso Maria, prescelta nel suo disegno eterno “per essere madre” del “Figlio fatto uomo e, di conseguenza, preservata dal peccato originale”. Un mistero “fonte di luce interiore, di speranza e papa benedicedi conforto. "In mezzo alle prove della vita e specialmente alle contraddizioni che l’uomo sperimenta dentro di sé e intorno a sé, Maria, Madre di Cristo, ci dice che la Grazia è più grande del peccato, che la misericordia di Dio è più potente del male e sa trasformarlo in bene. Purtroppo ogni giorno noi facciamo esperienza del male, che si manifesta in molti modi nelle relazioni e negli avvenimenti, ma che ha la sua radice nel cuore dell’uomo, un cuore ferito, malato, e incapace di guarirsi da solo". E se “all’origine di ogni male c’è la disobbedienza alla volontà di Dio” e “la morte ha preso dominio perché la libertà umana ha ceduto alla tentazione del Maligno”, “Dio non viene meno – ha rassicurato Benedetto XVI - al suo disegno d’amore e di vita: attraverso un lungo e paziente cammino di riconciliazione ha preparato l’alleanza nuova ed eterna, sigillata nel sangue del suo Figlio, che per offrire se stesso in espiazione è “nato da donna”. “Questa donna, la Vergine Maria, ha beneficiato in anticipo della morte redentrice del suo Figlio e fin dal concepimento è stata preservata dal contagio della colpa. Perciò – ha spiegato Benedetto XVI-  con il suo cuore immacolato, Lei ci dice: affidatevi a Gesù, Lui vi salverà”.

 
Una fede chiara

1133_5_papa_benedettoUna fede chiara, è quella che viene chiesta ad ogni cristiano, una coerenza di vita alla quale il Papa chiama per primi i sacerdoti e i vescovi.  Benedetto XVI è l'uomo che meglio conosce, e meno tace, i mali della Chiesa. Nell’aprile del 2005 quando era ancora il cardinale Ratzinger, ha invitato i cardinali a meditare su "quanto Cristo debba soffrire nella sua stessa Chiesa".  Ecco cosa diceva il futuro Papa: "Quante volte si abusa del santo sacramento della Sua presenza, in quale vuoto e cattiveria del cuore spesso egli entra! Quante volte celebriamo soltanto noi stessi senza neanche renderci conto di lui! Quante volte la sua Parola viene distorta e abusata! Quanta poca fede c'è in tante teorie, quante parole vuote! Quanta sporcizia c'è nella Chiesa e proprio anche tra coloro che, nel sacerdozio, dovrebbero appartenere completamente a Lui! Quanta superbia, quanta autosufficienza!

 

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Maria ci insegna ad aprirci a Dio

papa2Maria Immacolata ci aiuta riscoprire e difendere la profondità delle persone. Spirito e corpo sono coerenti nella Madonna, ci insegna la purezza e ad aprirci a Dio a partire dal cuore. A guardare con misericordia e amore specialmente quelli più soli, disprezzati, sfruttati. Voglio rendere omaggio a tutti coloro che in silenzio con i fatti si sforzano di praticare la legge dell’amore che manda avanti il mondo. Sono tanti qui a Roma che non fanno notizia, che sanno che non serve lamentarsi e rispondono al male con il bene. Questo cambia le persone e migliora la città. Prestiamo orecchie alla voce di Maria, ognuno di noi possa trovare la grazia a partire dal cuore dalla vita. Grazie Madre Santa per il messaggio di speranza, grazie per la silenziosa ma eloquente presenza nella città.

Benedetto XVI, Roma, 8 dicembre 2009

 
Ave Maria
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