XXXIII apparizione
Giovedì 25 marzo 1999 - Annunciazione del Signore
RICHIESTA DELLA SPECIALE CONSACRAZIONE DELLE FAMIGLIE, DELLE PARROCCHIE E DELLE DIOCESI AL CUORE IMMACOLATO DELLA REGINA DELLA PACE E, PER QUESTO TRAMITE, AL SACRO CUORE DI GESÙ
Dalla testimonianza di Rosario: «Nella notte tra il 24 e il 25 marzo 1999, amareggiato per l’inizio di una nuova guerra in Europa (e precisamente nel Kosovo), stavo in veglia di preghiera nella mia camera per supplicare nostro Signore per la pace nel mondo, per intercessione della nostra Ss. Madre.
Dopo qualche ora, quasi assopitomi, mi coricai e mi addormentai.
Svegliatomi alle prime luci del giorno, sceso dal letto e alzando lo sguardo, mi ritrovai sulla cima di un monte dal quale si vedeva il mondo.
Fu qui che vidi
“È giunto il momento di chiedere al Santo Padre di promuovere con l’ausilio di tutti i Vescovi una speciale consacrazione delle famiglie al mio Cuore immacolato e, per esso, al Sacro Cuore del Signore Gesù, e così di quella delle parrocchie e di tutte le diocesi del mondo, secondo la volontà espressa da nostro Signore.
Molte anime percorrono un sentiero che le allontana da Dio, ma Egli nella sua infinita misericordia vuole salvarle affidandole alle cure del mio Cuore immacolato. All’inizio vi saranno ostacoli per l’adempimento di questa richiesta, ma poi sarà riconosciuta come un baluardo di difesa e molte anime saranno salve. E tu dovrai sacrificarti e pregare molto per questo”.
Chiesi cosa avrei dovuto fare e
“Metti per iscritto ciò che ti ha comunicato nostro Signore e informane il tuo Arcivescovo e il popolo, ma a quest’ultimo non dire che è stato il Signore a comunicartelo”[1].
Seguì un attimo di silenzio, dopo
“Ecco il segno della riconciliazione e dell’unità: è per tutti gli uomini che, riconciliandosi con il Padre per i meriti di Gesù Cristo, ritroveranno nel vincolo dell’Amore la pace di Dio”.
Poi, come per porgermi la corona del rosario, proseguì:
“Ecco il segno della preghiera: è per tutti gli uomini che, aprendo il loro cuore a Dio e meditando sulle sue parole di vita eterna, daranno frutti di carità”.
Infine, indicando il suo Cuore, disse:
“Ecco il segno del dono di sé a Dio: è per tutti gli uomini che, uniti nel Sacrificio eucaristico alle sofferenze di Cristo, consoleranno i Sacri Cuori di Gesù e di Maria offrendo riparazione in favore della conversione di quanti sono travagliati dal peccato”.
Fu col pronunciare tali parole che vidi Gesù crocifisso e il suo Sacro Cuore e, all’altezza di questo, come sospeso, un calice sormontato da un’ostia.
Una luce immensa e numerose piccole fiammelle si irradiavano dall’alto e avvolgevano tutto lo spazio intorno. Nel frattempo tutta la figura di Gesù si proiettava dentro il calice e l’ostia che stillava gocce di sangue e acqua che, riempiendo il calice che traboccava, ricadevano sul mondo, mentre una voce poderosa diceva dall’alto:
“Salvezza e santità!”.
Infine
“Mantieni tutto questo sotto segreto. Dopo il giubileo (si riferiva al giubileo dell’anno 2000), ti sarà chiaro il momento e il confessore a cui parlarne. Quindi, ti sarà mostrata la strada da percorrere”».
[1] Rosario, rivelò tali comunicazioni ai direttori spirituali già dal 1995. Quando nel 1999